Clima, il 60% degli europei è diventato più attento alla transizione ecologica grazie all’attivismo.

Ma #ReggioEmilia probabilmente sotto la media “…un’analisi sul sostegno della #popolazione a una transizione verso un’economia #sostenibile, in senso ambientale e sociale (post-growth), in 34 Paesi europei. In tutti almeno il 60,5% degli intervistati si è mostrato favorevole a queste istanze. Quelli con le percentuali più alte, tra cui l’Italia, hanno esperienze radicate di #attivismo o #disobbedienza civile. L’identikit dell’#ecologista, secondo lo studio, in più del 70% dei casi, è “individuo di alto reddito, alta istruzione, lavoro dipendente o autonomo e orientamento politici di sinistra”. Però “la preoccupazione per l’ambiente da sola non è sufficiente – affermano Paulson e Büchs – La questione è inevitabilmente connessa alla #giustiziasociale”. Su questo punto però c’è ancora molto da lavorare: dalle interviste qualitative realizzate per la ricerca, emerge che anche coloro che hanno uno status economico più elevato (e che quindi dovrebbero avere maggiore sensibilità verso la #crisiclimatica) faticano a vedere la transizione ecologica come strumento per ridurre le disparità economiche. La percentuale di intervistati a favore della tutela del clima scende al 57% tra i meno abbienti. Proprio in questa fascia si trova però lo zoccolo duro dell’attivismo ambientale. Per un’altra ricerca infatti è questa la fascia che compie le azioni più incisive a difesa di #territori ed #ecosistemi.”
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